domenica 22 maggio 2016


Adoro la funzione “Accadde oggi” di Facebook, è per me un po’ come sfogliare un album delle fotografie e riscoprirti con vestiti che neanche il coreografo della Carrà a Fantastico avrebbe potuto concepire e ti fa salire quel misto di ribrezzo e di saudade che allieta la giornata.



Un po’ masochista, un po’ voyueur, chi si diletta nello scoprire cosa scrivesse sei o sette anni fa o cosa pubblicassero le sue conoscenze in quel periodo, è un buon modo per allenare la memoria, o riempire quei dieci minuti sulla tazza del cesso senza dover ricorrere alle etichette dei prodotti da bagno. Scopriamo così di non essere molto diversi dai cosiddetti “quarantenni su Facebook” e che certi link avremmo potuto tranquillamente estirparli dalla memoria un po’ come in “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (cercatevi il titolo del film in italiano e rabbrividite), oppure ritornano alla memoria persone che non frequentate più e di cui ora fate volentieri a meno.

Questa è la parte che preferisco. Da buon estimatore del disturbo ossessivo compulsivo, riordinare persino i “ricordi su Facebook” è un buon riempitivo (non sono bravo con il macramè e uso il sesso per divertirmi e non per riempire gli spazi vuoti della mia agenda), tuttavia oggi mi trovo a riflettere su un aspetto della mia vita che potrebbe abbassare il senso della mia autostima: ma che cazzo di gente ho frequentato nella mia vita?

Tutto fa scuola, dicevano i (Grandi) antichi, anche, tuttavia mi chiedo, cari amici e amiche, ma quanta beneficienza abbiamo fatto nel prestare orecchio a certi sciroccati? 

Ho avuto modo di conoscere molte persone, sia per lavoro che grazie ai miei interessi, gente che è entrata nella mia vita e se n’è andata senza eccessivi rimpianti, persone che il mio cervello ha sostituito nel tempo con ricordi e dati più interessanti, chiudendole nei dungeon più profondi del mio palazzo mentale, tuttavia, per citare King, “a volte ritornano” e ti sale il crimine.



Veg esaltati, sniffatori di scie chimiche, omofobi del cazzo e antivaccinisti, grillini della prima ora, gente che legge e pubblica (ancora oggi) gli articoli di “Informare x Resistere”, non dite che almeno uno di loro non è rimasto tra i vostri contatti e ogni tanto rispunta con qualche delirante post, ecco perché mi diverto a fare periodiche pulizie tra le mie conoscenze online. E’ terapeutico, ti fa sentire una persona migliore.




Fortunatamente negli ultimi tempi l’accesso alla mia pagina è possibile dopo un’attenta selezione (non accetto l’amicizia di gente che non conosco, con il profilo di coppia, [al quale dedicherò di sicuro un pezzo] gente con nomi inventati o con una V a caso nel nome, cattobigotti e gente perennemente depressa e in lotta col mondo), tuttavia errare è umano, anche per me, pertanto di quando in quando, come il batterio dell’Yersinia pestis, ecco comparire qua e là un post, un’immagine populista, un link a qualche cialtrone e io, novello Yersin, cerco di isolare ed estirpare dal mio microcosmo.

Compatisco l’altrui ignoranza, l’incapacità di riconoscersi analfabeta funzionale, tuttavia non sopporto chi pubblica materiale con cognizione di causa, convinto che le notizie (prive di fondamento, di basi scientifiche, di senso logico o altro) siano autentiche, solo perché le ha pubblicate il guru di turno o l’amico che sa perché ha fonti sicure che i media censurano. Questa gente, signora mia, proprio non mi va giù.

Alcuni consigli sono peggio del limone e peperoncino...
In particolare aborro i negazionisti. Quelli che per principio negano tutto, quelli che con un “Namasté” che ciondola come il moccio dal naso di un troll alla fine del post, credono di avere risolto i problemi del mondo e che basti un cuoricino alla fine del post o due mani che pregano per autenticare le peggio cazzate. Vade retro, fuffariano di ‘sta cippa, specialmente se mi pubblichi pattume che spiega che “il cancro non esiste” o che “la musica distrugge le cellule in metastasi e cura persino la distrofia muscolare” (avete letto bene, miei cari ventiquattro lettori, è tutta cacca che ha impostato il mio profilo) o che consigli ai malati di tumore di non sottoporti alla chemioterapia. Ti do un consiglio, gioca ad infilare i ferri da calza in una presa di corrente e non rubare ossigeno a chi ne ha bisogno.

Sparisci dalla mia vista, gioca a mosca cieca coi tir in autostrada, ma evita per favore di scrivere o condividere simili castronerie perché se non hai davvero visto una persona lottare con le unghie e coi denti per cercare di guarire da un tumore, se non hai visto nessuno spegnersi in una lenta agonia in un letto di ospedale, non hai diritto di parola. Specialmente se usi questo tuo diritto per denigrare chiunque abbia vissuto questo inferno.

Ecco perché sono uno stronzo (per questo e almeno altri cinquantasei motivi), ecco perché non ho paura di offendere o di perdere i contatti con chi condivide materiale di questo tipo, sarebbe come se io, gay, rompessi le balle tutti i giorni ai miei amici etero perché non condivido il loro amore per la patata e giudicassi il loro stile di vita o le loro scelte assurde e dannose (oddio, se partorite figli di questo calibro, un po’ dannosi lo siete). 



Quindi ecco il consiglio della settimana, se sei un fuffariano convinto che i vaccini facciano male, se sei convinto che basti una formula magica per guarire da qualsiasi malanno, è meglio finirla qui. Una stretta di mano e via, come dice il tuo amato Krishnamurti “la vita è un fiume che scorre”, pertanto legati una pietra al collo e lasciati trasportare dalla corrente fino al “grande mare delle persone di cui non me ne frega un cazzo” e restaci. Con tutti i miei migliori Namasté.



venerdì 13 maggio 2016

Unioni civili, o "La Volpe e l'uva 2016"

Posso dire la mia su queste benedette Unioni Civili


Ovviamente si, visto che ne sono direttamente coinvolto.










Ho aspettato un paio di giorni a scrivere la mia opinione, visto che nel rutilante mondo dei social il minimo sindacale di aria fritta è stato dispensato e ora si passa a discutere d’altro, ho letto e riflettuto su commenti (deliranti) scritti da ambo le parti e sono giunto ad una rapida e semplice conclusione per cui, citando la Marchesini, mi viene solo da dire: “Fatevi una canna, Leonid, vi farà bene!”.



Con tutto il cuore, amici e amiche dal rosico facile, rilassatevi un attimo e prendete fiato.
Sono anch’io consapevole di avere ottenuto con questa legge le briciole dei diritti che in altri Paesi sono ormai acquisiti da anni, ma come la donna cananea del Vangelo, per ora mi accontento e vedrò, se la mia dolce metà me lo consentirà, di usufruirne al massimo.

Si, mi accontento, non ho vergogna di scriverlo, perché sinceramente fino a mercoledì contavo tanto quanto il due di coppe con briscola a bastoni, oggi almeno posso sperare in un domani in coppia migliore, non perfetto, ma migliore.
Ricordo una coppia di amici del mio ex, uno finisce in ospedale e l’altro non può neppure assisterlo, l’intervento finì bene, ma quando raccontavano la storia durante una cena, ho ancora davanti agli occhi la paura che hanno provato, quella di non poter essere accanto alla persona che amavano. 

Questo dovrebbe zittire tutte le povere persone inacidite dall’ignoranza e dal bigottismo che tuonano contro il desiderio di due persone di veder riconosciuti i propri diritti. Non parlo d’amore, quello è implicito, ma del diritto di poter restare vicino alla persona che si ama ed essere riconosciuto come nucleo famigliare, con tutti i pro e i contro che questo tipo di unione comporta.

Rabbrividisco quando leggo commenti di gay che sono contro questa legge, principalmente per invidia o perché oggigiorno va di moda il bastian contrario, perché questa legge ti ricorda quanto tu sia solo e patetico, povera la mia volpe che non arriva all’uva e rosica rovinandosi la french mentre digita dal suo telefonino parole colme di livore? Anche, ma fondamentalmente rabbrividisco per la tua pochezza intellettuale. 

Pensiamo a quelle coppie che vivono insieme da 25 o più anni, che hanno costruito una vita, una casa, una storia, persone che hanno investito tutto in una relazione e che, con alti e bassi, sono arrivate ad un punto dove è importante avere uno straccio di legge che ti tuteli. 

Io questo mese festeggerò otto anni d’amore con il mio orso, non cancellerei un singolo giorno, anche i più brutti, sapere che un domani la nostra unione sarà tutelata dalla legge è per me più di quanto potessi sperare e, a differenza di altri, mi accontento e sono felice, pertanto non tollero che nessuno sfigato, etero o omosessuale, venga a rosicare sul fatto che un domani io possa sancire questo legame, perché, per ora, a me va bene così.

Immagine di Giampietro Belotti Il Nazista dell'Illinois IV



Lotterò per quelle coppie che, giustamente, chiedono maggiori diritti e tutele, non smetterò mai di invocare una legge seria contro l’omofobia, essendone stato vittima per anni, ma sono anche consapevole che siamo in Italia, la più grande succursale del Vaticano, (basti pensare che sull’Eco di Bergamo di ieri non c’era nessun riferimento all’approvazione della legge in prima pagina, ringraziando Giampietro Belotti Il Nazista dell'Illinois IV per l'informazione), quindi già il leggere dell’organizzazione di Rosari e Messe riparatrici a questo scempio di legge è segno che qualcosa l’abbiamo ottenuto.




Quindi, caro il mio filosofo del cazzo, etero o gay che tu sia, ricordati una cosa quando ti coricherai stanotte dopo esserti sfogato in chat o su un video porno, continua pure a rosicare e a spellarti le mani in solitaria, guarda in alto, sul soffitto, è l’uva che, con il tuo atteggiamento retrogrado non potrai raggiungere mai. Si chiama felicità e io (per ora) l’ho trovata e me la godo.



Con buona pace tua e di tutti gli stronzi che non la pensano così.