Ho abbandonato ornai da tempo il rutilante mondo paganeggiante, stanco di quegli individui, perlopiù di sesso femminile, che i più benevoli chiamano “fluffy” e i più saggi “”, con kappa appositamente collocate al posto delle “c” per enfatizzare la loro pochezza intellettuale, tuttavia è mia intenzione parlare un po’ di codeste figure, per riderci un po’ su e, magari, far riflettere sulla pericolosità di mantenere contatti con siffatta genia.
Come sempre nutro il più grande rispetto per chi vive la propria fede con serietà, non senza una punta di invidia, poiché ritengo che avere dei punti fissi nel proprio credo (qualunque esso sia) sia un buon modo per dare risposta a quegli interrogativi che di tanto in tanto, per colpa degli eventi, ci poniamo, questo post non è quindi un attacco ai miei (numerosi) amici e amiche pagani che usano il cervello, bensì un’amara riflessione su quanto male facciano le mode sulle menti deboli.
La wikkaminkia, infatti, non deve essere necessariamente wiccan, pagana o altro, può appartenere a qualsiasi religione essa ritenga più opportuna seguire per sfogare le proprie frustrazioni e sentirsi “speciale”. Molto spesso è un ex cattolica, impegnata nella sua quotidiana lotta per emergere dalla massa, ignorata dai più per la sua vacuità, ha seguito molte mode, per rimanere nel gregge e, per stare al passo coi tempi, ha scoperto su Internet il rutilante mondo del paganesimo online.
Leonessa da tastiera, paladina delle cause perse, seguace della fuffa, un tempo cadeva vittima di inquietanti forum dove trovava pane per i suoi denti e altre sfigate che le davano man forte. Chi, come me, ha ormai una certa età ed esperienza, non avrà dimenticato questi luoghi di delirante psicosi (uno su tutti il mai compianto “Strega delle Mele” dove migliaia di frustrate pendevano dalle labbra di altrettante tristi figure che cercavano di parlare di paganesimo e magia attraverso giri di parole e consigli privi di senso, vessate da denunce per plagio e dotate di un sistema di censura che neanche la Gestapo, con ban quotidiani di chi non la pensava come loro), ora invece abbiamo Facebook e gruppi più o meno segreti dove, tra emoticon e immagini evocative, questa manica di cerebrolesi alimentano il proprio ego e i propri deliri attraverso la condivisione di esperienze che non sfigurerebbero in un manuale psichiatrico.
La wikkaminkia scopre la Maggia, il potere della Dea, scopre di essere la reincarnazione di Morgana, Cleopatra o altre figure mitologiche (non troppo colte, mi raccomando), da qui, il risveglio del suo Potere è in continua ascesa. Eccola quindi mutare il proprio abbigliamento, ecco comparire pentacoli, triskel e altri simboli sacri, indossati con orgoglio, ma senza comprenderne appieno il significato, perché è importante che gli altri “sappiano” che lei è Donna, Strega e Figlia della Dea.
Quanto poi comprenda il significato di queste parole è opinabile.
Le più ardite si trasformano in grottesche bambole goth, ma di quelle che potresti trovare in un cestone dell’Hao Mai sotto Halloween, realizzate da un cinese in acido, il corpo si copre di tatuaggi, più per ribellione nei confronti di mamma e papà che per vera convinzione, in camera si materializzano cristalli, immagini di unicorni, fate e fattucchiere. Immancabile, nella borsa, il mazzo di Tarocchi, acquistato su Internet e spacciato per un eredità di qualche zia o nonna che, immancabilmente, conosceva l’Antica Religione ma che non praticava perché bla bla bla.
Senza leggere neppure un libro, senza conoscere la storia della religione che vorrebbero professare, indottrinate da altre squilibrate, cominciano a postare sui social, con cadenza terrificante, post di quanto loro siano Vere Streghe e Vere Donne, citazioni e immagini che farebbero salire il crimine anche a un hippy di Woodstock.
Ma questa, cari amici, è solo la fase iniziale. L’entusiasmo è ancora alle stelle, aspettate di vedere quando queste tristi creature trovano altre sciagurate con cui condividere i loro deliri. Ecco nascere improbabili coven (congreghe, per i profani) che, al di là della mera conoscenza online, si limitano a condividere incantesimi e sortilegi scovati in Rete o presi da qualche serie TV. Tutte divengono sensitive, tutte sostengono di vedere fantasmi, spettri, avvertire presenze, colloquiare con spiriti guida (ovviamente di personaggi illustri, ma non troppo, perché la wikkaminkia conosce meglio i manga che la storia).
Le più fortunate troveranno il modo di riunirsi (mai più di un paio di volte, perché sai lo sbattimento di interagire con persone reali, piuttosto che digitare strozzate davanti alla tastiera di un computer) e tentare, con risultati tragicomici, qualche “maggia”, col rischio di dare fuoco alla casa o procurarsi un’intossicazione dopo avere trangugiato qualche intruglio di dubbia provenienza (la cui ricetta, ovviamente, si tramanda di madre in figlia da generazioni). Queste congreghe improvvisate, solitamente, durano il tempo di un orgasmo di mosca, in quanto, essendo tutte prime donne, ognuna di loro vorrebbe essere la Suprema di quella casa di matti, pertanto, tra litigi e insulti, ognuna torna nella sicurezza della propria cameretta e, dopo un periodo di lutto (giusto il tempo di trovare un altro gruppo su Facebook che le faccia sentire speciali) ricominciano la manfrina.
La cosa divertente, cari amici, è che questo fenomeno non è diffuso solo tra le giovanissime, ahimè, nella mia esperienza ho visto donne adulte e madri di famiglia, frustrate da una vita piatta e monotona, sposate per convenienza o sole perché matte come cavalli, attaccarsi come zecche a un cane per sentirsi, qualche ora al giorno “speciali”. Creature inquiete e pressanti, che ti tempestano di messaggi per avere risposte sulle loro miserie, allupate come mandrilli nella stagione dell’amore, tristi come un impiegato delle poste, pronte ad illudersi di essere speciali e di trovare, nella loro monotonia, quella magia e quel qualcosa di insolito che le faccia sentire speciali.
Una scopata in più no, eh?
Step finale. La wilkkaminkia diventa una gattara. Nella sua vita compaiono (e mi spiace per loro) felini di varia provenienza, ribattezzati con nomi altisonanti e subissati di coccole, fotografie su Facebook e trattati alla stregua di famigli di Harry Potter. Ovviamente le loro bestie sono sensitive quanto loro, le proteggono dai “vampiri psichici” e dalle “larve astrali” che cercano di impedire loro di salvare il mondo (della serie, Sailor Moon spostati che ci penso io), mentre i poveri animali vorrebbero godersi la vita, si trovano coinvolti in racconti di possessioni e lotte immaginarie contro nemici invisibili partoriti dalle loro menti malate.
Il passo da qui al veganesimo e alla lotta contro i mangiacadaveri, il passo è breve, la wikkaminkia diventa una paladina dei “pelosetti”, protettrice dei “pucciosi” e strenua sfrangiamarroni di chi non la pensa come lei.
Come ribadisco in ogni mio post, se vuoi leccare la muffa dai muri perché credi che questo aiuti il tuo karma, non farne una questione di stato, raspa con gioia e non cercare di convincere con insulti e inutili post chi non la pensa come te, perché la wikkaminkia, quando si accorge che nessuno la considera e, in segreto, ride di lei, diventa una iena, scatena la sua frustrazione sul prossimo e cerca di attaccare chiunque ella consideri una minaccia (il resto del mondo, le sue ex “sorelle”, i suoi famigliari e amici), allargando il cerchio di solitudine che diventerà una costante nella sua vita.
Amici pagani e non, non ditemi che nella vostra vita non avete mai incontrato queste simpatiche figure, io stesso ho fatto piazza pulita di costoro tempo addietro e vivo molto meglio. Ognuno di noi può vivere benissimo senza di loro, avere una fede o meno, io ammiro e rispetto chi vive il proprio credo e studia, si documenta, ha delle solide basi e non segue una fede per moda o per ribellione, bevendosi tutta la merda che si trova in Rete per soddisfare le proprie frustrazioni.
Un discorso a parte meritano i wikkaminkia maschi, progenie più rara e complessa, ma di cui discuterò un’altra volta, sempre che qualcuno, irritato dalle mie parole, non scateni una tempesta di meteore sul mio computer, offeso da quelle che considero verità. Dopotutto, chi vi dice che dietro questo corpo piagato non si nasconda la reincarnazione di Amelia, la strega che ammalia?





















